Una denuncia per simulazione di reato e falsità ideologica: si è conclusa così un’indagine condotta nelle ultime settimane dalle forze dell’ordine di Ortisei su un giovane accusato di aver denunciato un furto fasullo.
L’indagine è stata avviata agli inizi di marzo quando il ragazzo – un ventenne originario di Latina e domiciliato in Val Gardena – si è presentato alla caserma dei carabinieri di Ortisei sostenendo che dei malviventi gli avessero rubato il portafoglio e lo smartphone e che qualcuno stesse facendo acquisti online a suo nome, sostituendosi alla sua identità digitale. Una recita, questa, resa credibile dal coinvolgimento di un finto testimone: una persona che il giovane, il giorno dopo aver sporto denuncia, ha portato in caserma.
Come riporta Trento today, dopo un’attenta analisi dei tabulati, dei log informatici e degli spostamenti del ventenne, i militari hanno smantellato il suo racconto e la verità è venuta a galla: non c’era stato nessun furto con frode informatica, soltanto un maldestro tentativo di simulazione. Il giovane, quindi, è stato denunciato alla Procura di Bolzano.
I militari ricordano alla cittadinanza che “denunciare reati mai avvenuti non è un ‘escamotage’ senza conseguenze, ma un grave atto illecito” che espone gli autori del gesto a “pesanti procedimenti penali” e intralcia il lavoro delle forze dell’ordine “sottraendo tempo e risorse a chi ha veramente bisogno d’aiuto”.










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