Imponente operazione delle Fiamme Gialle di Bolzano per smantellare un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento lavorativo e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il bilancio dell’attività, coordinata dalla Procura altoatesina, conta 29 misure cautelari, 101 persone denunciate e 95 perquisizioni eseguite da oltre 220 militari in diverse regioni italiane.
Le indagini hanno fatto emergere una rete ramificata su scala nazionale con base principale in Alto Adige. Al vertice della struttura figuravano due donne di nazionalità georgiana incaricate del reclutamento delle connazionali. Le lavoratrici venivano fatte entrare clandestinamente in Italia, alloggiate in immobili messi a disposizione da un complice italiano e successivamente collocate come badanti presso famiglie in gran parte ignare della situazione.
Per rassicurare le famiglie acquirenti, l’organizzazione si avvaleva di una formale agenzia d’intermediazione del lavoro con sede a Merano, gestita da due italiani. Attraverso la fabbricazione di documenti d’identità falsi e la manipolazione dei dati anagrafici, oltre cento donne sono state dotate di codici fiscali fittizi per farle apparire come cittadine dell’Unione Europea. Questo meccanismo consentiva di aggirare le norme sulle assunzioni di lavoratori extra-UE e le quote definite dal decreto flussi. Le lavoratrici subivano inoltre il sequestro dei documenti e continui spostamenti da un nucleo familiare all’altro in base agli interessi della rete.











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