Ha chiuso il ristorante del McDonald’s con due ore d’anticipo – lasciando solo il Drive In aperto – a causa della carenza di personale rispetto al numero di clienti in sala. Stiamo parlando del manager della sede di Mori, gestita dalla società “Tatatarì srl” che, pur avendo seguito una prassi prevista dal regolamento del grande colosso mondiale del fast food, è stato licenziato “per giusta causa” e ha ricevuto una richiesta di risarcimento danni pari a 70.000 euro per il mancato introito e la lesione d’immagine.
Il lavoratore ha fatto causa ai vertici della società e il caso è finito nelle aule del tribunale di Rovereto. Nei giorni scorsi, a un anno e mezzo dai fatti, è stato reintegrato sul luogo di lavoro. Su disposizione del giudice del lavoro Michele Cuccaro, la società dovrà pagare al dipendente un’indennità di 32.000 euro – pari a 12 mensilità – e versare i contributi previdenziali oltre a pagare 3.000 euro per “lite temeraria”. Il motivo? La richiesta danni da parte della datrice di lavoro è stata ritenuta dal giudice “talmente iperbolica da giustificare una condanna per responsabilità aggravata” e basata su un principio di malafede.










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